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Vani (mitologia)
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I mwbwVanicite-ref-1[1] (in mwdanorreno mwdqVanir, al singolare mwdgVanr) costituiscono una delle due stirpi mwdwdivine della mweamitologia norrena. L'altra, molto più conosciuta, è quella degli mweqAsi, o mwegAesir. Dopo una lunga guerra, e avendo come ostaggio mwewHœnir e mwfaMímir, i Vani sono diventati alleati degli Asi ed insieme lotteranno contro le forze distruttive di mwfqHel nel mwfgRagnarǫk.

Contents

Note

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Principali Vani

• mwiqNjörðr: dio dei mari e delle terre fertili attorno alle coste.
• mwiwNerthus: sebbene proriamente una divinità mwjagermanica, non menzionata nei testi norreni bensì da mwjqTacito,cite-ref-olsen-2-0[2] era forse considerata la controparte femminile di Njörðr, quindi sua moglie o sorella, e in tal senso dea della fertilità, della magia, delle cerimonie, madre di mwkgFreyja e mwkwFreyr.cite-ref-3[3]cite-ref-olsen-2-1[2]
• mwnqFreyr: dio della fertilità, dell'abbondanza, della vitalità e della crescita.
• mwnwFreyja: dea della fertilità, dell'amore e della bellezza.
• mwoqGullveig: dea che scatenerà la mwogprima guerra tra Asi e Vani.
• mwpaÓðr: marito di mwpqFreia le cui origini sono incerte, dio dei viaggi
• mwpwHnoss: figlia di Freia.
• mwqqGersemi: figlia di Freia ed Óðr, sorella di Hnoss.
• mwqwGerðr: moglie di Freyr e dea della lana.
• Skjöldr: figlio di Freyr e Gerðr, re mitologico svedese.
• mwrwSkaði: gigantessa, dea delle nevi e moglie temporanea di mwsaNjörðr
• mwsgKvasir: dio ottenuto dagli sputi degli dèi Asi e Vani dopo la guerra.

Teorie storiciste

Nel 1904 lo studioso Bernhard Salin propose un'interpretazione letterale dell'«invasione degli Asi» (come l'aveva narrata da mwtqSnorri Sturluson nella Saga degli Ynglingar e nel Prologo dell'Edda) ed essa restò per molti anni il modello comunemente accettato dalla maggior parte degli studiosi della religione scandinava. Ovvero il racconto di Snorri (la guerra tra gli Asi e i Vani e la loro riconciliazione), avrebbe conservato, seppur deformato, il ricordo di autentici avvenimenti storici. Si riteneva insomma che gli antenati dei mwtgGermani fossero effettivamente migrati dal Mar Nero alla Scandinavia e qui avessero lottato contro una popolazione autoctona. Gli Asi sarebbero stati gli dèi degli invasori proto-germanici (gli mwtwindoeuropei), i Vani gli dèi adorati dalle genti autoctone della mwuaScandinavia.

A lungo la maggior parte degli studiosi era persuasa che il racconto snorriano della migrazione degli Asi e della guerra contro i Vani rispecchiasse anche avvenimenti più antichi, se non addirittura l'invasione dei popoli indoeuropei nei territori del mwugnord Europa. I bellicosi Asi sarebbero stati gli dèi degli indoeuropei, mentre i Vani, divinità più pacifiche e di carattere agricolo, sarebbero stati gli dèi delle popolazioni mwuwneolitiche preesistenti.

Successivamente mwvqJan De Vries e mwvgGeorges Dumézil soprattutto, che dedicò un'intera carriera alla comparazione dei miti, arrivarono a dimostrare che la struttura del pantheon germanico apparteneva in realtà al più antico pensiero mitico indoeuropeo.

Se questa mitologia originaria si sia poi sovrapposta e confusa, deformandosi, a fatti storici realmente accaduti, resta nell'oscuro delle ipotesi e delle probabilità storiche.

Identificazioni varie

Il culto delle divinità legate alla fecondità potrebbe essere indicativo dell'antica religione praticata dalle popolazioni autoctone locali, che praticavano l'agricoltura, e che abitavano la mwwgPenisola scandinava meridionale, lo mwwwJutland e/o la mwxaGermania settentrionale prima dell'arrivo degli mwxqindoeuropei, con i quali si fusero e/o scontrarono prima (durante il III millennio a.C.) per dare origine poi alle popolazioni proto-germaniche e mwxggermaniche.

In questo caso quindi i Vani si collegano come resti delle precedenti forme di culto. mwyaTacito, nella sua mwyqmwygGermania ricorda del culto speciale dedicato a mwywNerthus (Herthum) da alcune mwzatribù germaniche occidentali come i mwzqLongobardi, i mwzgReudigni, mwzwAuioni, mwaaAngli, mwaqVarni (il cui nome, che significava "difensori", curiosamente, ricorda il termine mwagVanir), mwawEudosi, mwbaSuardoni e mwbqNuitoni.

I mwbwLongobardi ad esempio adoravano Frea (mwcaFrigg), la moglie di Odino, considerandola la Madre Terra, così come gli mwcqAngli avevano, anche in epoche cristiane, il culto della divinità madre, rappresentata sempre dalla terra.

mwcwNerthus, dea della fertilità, già presso i Germani, era quindi una ancestrale sorta di dea madre, ricordata da Tacito con il culto di un sacro carro.

Probabilmente tale divinità fu identificata poi con altre divinità, magari quelle di origine indoeuropea, con le quali si fuse e confuse.

Nella mwdgmitologia norrena la divinità mwdwNjördr viene spesso identificata con questa divinità ancestrale. Secondo altri studiosi tale divinità è stata anche identificata con la mweadea norrena mweqJǫrð, (che alcuni studiosi ipotizzano essere la sorella senza nome di Njörd e nella madre di mwegFreyr e mwewFreya).

Possiamo notare poi che anche il dio mwfqFreyr si diceva viaggiasse ogni anno su un carro accompagnato da una sacerdotessa che benediceva i campi. Ma Freyr è identificato con Ingui (Yngvi) il cui culto era praticato nelle aree tribali che Tacito descrive nel suo "De origine et situ Germanorum" come popolate dalle tribù degli mwfgIngevoni, che da lui si ritenevano discese.

La dea Terra era poi identificata come la madre della divinità (per certi versi ermafrodita) mwgaTuisto, dal quale, secondo Tacito, deriva mwgqManno, fondatore del popolo germanico e progenitore delle tre tribù germaniche: mwggIngaevones, Herminones e Istaevones, ovvero i tre rami dei mwgwgermani occidentali. Secondo Rives (1999), il fatto che antichi popoli germanici sostenessero di discendere da un dio nato dalla terra (mwhaTuisto) venne usato da Tacito per supportare l'ipotesi che fossero un popolo indigeno.

Tutte queste considerazioni possono indurre ad ipotizzare un culto ancestrale di divinità legate alla terra ed alla fecondità, dai quali discesero divinità come i Vani, coltivato dalle popolazioni pre-indoeuropee che adoravano questa divinità della fecondità e della Terra e praticato nelle stesse zone dove vissero probabilmente i discendenti di queste popolazioni autoctone che nei secoli si mischiarono con quelle degli invasori mwhgindoeuropei e si ramificarono nelle varie tribù germaniche, con maggior diffusione fra gli mwhwIngevoni, nella zona compresa fra la riva destra dell'Elba, lo Jutland ed il Mare del Nord.

Note

cite-note-11. citereftreccani-vanimwjgmwjwVani, in mwkaTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-olsen-22. mwlgSophia Olsen, mwlwmwmaMitologia Norrena: dall'Origine dell'Universo fino al Ragnarok, Historia Magistra, 2025, pp.mwmq 99 e 102.
cite-note-33. mwnqAndrew Walsh, mwngmwnwMitologia Norrena: una guida completa, Rivercat Books, 2025, p.mwoa 38.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Vani

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itVani, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Vanir, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Vani, su Comic Vine, Fandom.
• mwpwStudio di Charles Wallace Harrison, su cichw.net. URL consultato il 14 giugno 2010 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2010).
• mwqqÆsir e Vanir - Le due stirpi divine, su bifrost.it.